Da sempre ritengo che le lingue straniere vadano insegnate nello stesso modo in cui viene insegnata la lingua materna.
Perché il
bambino impara a pronunciare le prime parole nella propria L1 intorno all’età
di un anno? Perché l’emissione di queste parole è stata preceduta da un anno di
ascolto…
E perché via via che il bimbo cresce raffina sempre più la propria competenza in lingua materna? Perché l’acquisizione della lingua è direttamente proporzionale al tempo passato ad ascoltarla…
E perché via via che il bimbo cresce raffina sempre più la propria competenza in lingua materna? Perché l’acquisizione della lingua è direttamente proporzionale al tempo passato ad ascoltarla…
Queste sono
le risposte che mi sono data durante gli anni di studio per conseguire la
laurea in Lingue e Letterature Straniere, ma soprattutto dopo aver sperimentato
in prima persona i salti linguistici qualitativamente apprezzabili resi
possibili solo dall’ascolto!
Nei recenti approcci
glottodidattici – approccio comunicativo ed approccio umanistico-affettivo –,
tanto la metodologia quanto le tecniche di insegnamento “curano” principalmente l’abilità dell’ascolto.
Il ricorso
al podcast, infatti, sembra coniugare perfettamente il contemporaneo stile di
vita di giovani e meno giovani, per i quali la tecnologia è diventata il pane
quotidiano, e le teorie glottodidattiche degli studiosi.
Tra le
innumerevoli possibili applicazioni del podcast per
l’apprendimento linguistico, proporrei il suo impiego per rendere gli
apprendenti protagonisti di storie audio/video da loro stessi create. Numerosi
sarebbero gli obiettivi raggiungibili: il superamento della “paura di sbagliare”
parlando in lingua straniera e conseguente lo spontaneo sviluppo della capacità di
espressione orale, l’abbassamento del filtro affettivo, l’importanza della
condivisione e la valorizzazione dello spirito di gruppo.
Per gli altri molteplici usi del podcast in glottodidattica rimando
all’articolo integrale della Falconi reperibile all’indirizzo http://www.educationduepuntozero.it/tecnologie-e-ambienti-di-apprendimento/podcasting-apprendimento-lingue-straniere-4035196037.shtml.
Concludo chiedendomi: e se il
podcast stimolasse gli studenti a “giocare” con la lingua straniera e sperimentarne
le possibilità proprio perché lasciati liberi di utilizzare secondo le proprie
esigenze il materiale d’apprendimento?
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