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https://delicious.com/schmetterlings
Enjoy!
martedì 31 luglio 2012
Podcasting? Yes, it can!
Con vero piacere ho letto l’articolo di Francesca Falconi dal titolo Podcasting e l’apprendimento di lingue straniere, pubblicato sul sito www.educationduepuntozero.it il 14 marzo 2012.
Da sempre ritengo che le lingue straniere vadano insegnate nello stesso modo in cui viene insegnata la lingua materna.
Da sempre ritengo che le lingue straniere vadano insegnate nello stesso modo in cui viene insegnata la lingua materna.
Perché il
bambino impara a pronunciare le prime parole nella propria L1 intorno all’età
di un anno? Perché l’emissione di queste parole è stata preceduta da un anno di
ascolto…
E perché via via che il bimbo cresce raffina sempre più la propria competenza in lingua materna? Perché l’acquisizione della lingua è direttamente proporzionale al tempo passato ad ascoltarla…
E perché via via che il bimbo cresce raffina sempre più la propria competenza in lingua materna? Perché l’acquisizione della lingua è direttamente proporzionale al tempo passato ad ascoltarla…
Queste sono
le risposte che mi sono data durante gli anni di studio per conseguire la
laurea in Lingue e Letterature Straniere, ma soprattutto dopo aver sperimentato
in prima persona i salti linguistici qualitativamente apprezzabili resi
possibili solo dall’ascolto!
Nei recenti approcci
glottodidattici – approccio comunicativo ed approccio umanistico-affettivo –,
tanto la metodologia quanto le tecniche di insegnamento “curano” principalmente l’abilità dell’ascolto.
Il ricorso
al podcast, infatti, sembra coniugare perfettamente il contemporaneo stile di
vita di giovani e meno giovani, per i quali la tecnologia è diventata il pane
quotidiano, e le teorie glottodidattiche degli studiosi.
Tra le
innumerevoli possibili applicazioni del podcast per
l’apprendimento linguistico, proporrei il suo impiego per rendere gli
apprendenti protagonisti di storie audio/video da loro stessi create. Numerosi
sarebbero gli obiettivi raggiungibili: il superamento della “paura di sbagliare”
parlando in lingua straniera e conseguente lo spontaneo sviluppo della capacità di
espressione orale, l’abbassamento del filtro affettivo, l’importanza della
condivisione e la valorizzazione dello spirito di gruppo.
Per gli altri molteplici usi del podcast in glottodidattica rimando
all’articolo integrale della Falconi reperibile all’indirizzo http://www.educationduepuntozero.it/tecnologie-e-ambienti-di-apprendimento/podcasting-apprendimento-lingue-straniere-4035196037.shtml.
Concludo chiedendomi: e se il
podcast stimolasse gli studenti a “giocare” con la lingua straniera e sperimentarne
le possibilità proprio perché lasciati liberi di utilizzare secondo le proprie
esigenze il materiale d’apprendimento?
La rete intorno alla terra
Ieri sera la mia attenzione è stata piacevolmente
catturata dalle immagini del video reperibile all'indirizzo
http://www.commoncraft.com/video/world-wide-web.
In
soli 2.46 minuti "The World Wide Web In Plain English" descrive visivamente il sistema che connette il mondo attraverso il web.
Oggi
viviamo in una società in cui sono sufficienti computer e connessione per
accedere a miliardi di informazioni a portata di click...ma ci siamo mai chiesti
dove "vivono" le informazioni che assorbiamo attraverso le immagini e
i video che appaiono sullo schermo?
Nel video Lee
LeFever rende accessibili tutti quei concetti che spesso sono inaccessibili per
la loro caratteristica astrattezza, e lo fa attraverso un linguaggio semplice
seppure tecnico. Le immagini accompagnano le parole dello speaker e si organizzano
nella mente di chi osserva come tante piccole tessere che man mano si
giustappongono per comporre quel puzzle in cui la nostra realtà di fruitori del
web trova la risposta al proprio “come è possibile?”.
Credo
che da ora in poi non potrò più fare a meno di digitare sulla barra URL i
caratteri www senza tradurli mentalmente in “World Wide Web”.
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