giovedì 2 agosto 2012

Ecco la mappa concettuale del percorso da me seguito per l'esame finale in Progettazione informatica e nuove tecniche glottodidattiche:







Enjoy!

martedì 31 luglio 2012

Per saperne di più sul podcasting nella didattica delle lingue straniere!

Ecco il link della sitografia ragionata su delicious:

https://delicious.com/schmetterlings

Enjoy!

Podcasting? Yes, it can!

Con vero piacere ho letto l’articolo di Francesca Falconi dal titolo Podcasting e l’apprendimento di lingue straniere, pubblicato sul sito www.educationduepuntozero.it il 14 marzo 2012.


Da sempre ritengo che le lingue straniere vadano insegnate nello stesso modo in cui viene insegnata la lingua materna.
Perché il bambino impara a pronunciare le prime parole nella propria L1 intorno all’età di un anno? Perché l’emissione di queste parole è stata preceduta da un anno di ascolto…
E perché via via che il bimbo cresce raffina sempre più la propria competenza in lingua materna? Perché l’acquisizione della lingua è direttamente proporzionale al tempo passato ad ascoltarla…
Queste sono le risposte che mi sono data durante gli anni di studio per conseguire la laurea in Lingue e Letterature Straniere, ma soprattutto dopo aver sperimentato in prima persona i salti linguistici qualitativamente apprezzabili resi possibili solo dall’ascolto!

Nei recenti approcci glottodidattici – approccio comunicativo ed approccio umanistico-affettivo –, tanto la metodologia quanto le tecniche di insegnamento “curano” principalmente l’abilità dell’ascolto.

Il ricorso al podcast, infatti, sembra coniugare perfettamente il contemporaneo stile di vita di giovani e meno giovani, per i quali la tecnologia è diventata il pane quotidiano, e le teorie glottodidattiche degli studiosi.
Tra le innumerevoli possibili applicazioni del podcast per l’apprendimento linguistico, proporrei il suo impiego per rendere gli apprendenti protagonisti di storie audio/video da loro stessi create. Numerosi sarebbero gli obiettivi raggiungibili: il superamento della “paura di sbagliare” parlando in lingua straniera e conseguente lo spontaneo sviluppo della capacità di espressione orale, labbassamento del filtro affettivo, limportanza della condivisione e la valorizzazione dello spirito di gruppo.
Per gli altri molteplici usi del podcast in glottodidattica rimando all’articolo integrale della Falconi reperibile all’indirizzo http://www.educationduepuntozero.it/tecnologie-e-ambienti-di-apprendimento/podcasting-apprendimento-lingue-straniere-4035196037.shtml.

Concludo chiedendomi: e se il podcast stimolasse gli studenti a “giocare” con la lingua straniera e sperimentarne le possibilità proprio perché lasciati liberi di utilizzare secondo le proprie esigenze il materiale d’apprendimento?

La rete intorno alla terra


Ieri sera la mia attenzione è stata piacevolmente catturata dalle immagini del video reperibile all'indirizzo http://www.commoncraft.com/video/world-wide-web.

In soli 2.46 minuti "The World Wide Web In Plain English" descrive visivamente il sistema che connette il mondo attraverso il web.


Oggi viviamo in una società in cui sono sufficienti computer e connessione per accedere a miliardi di informazioni a portata di click...ma ci siamo mai chiesti dove "vivono" le informazioni che assorbiamo attraverso le immagini e i video che appaiono sullo schermo?

Nel video Lee LeFever rende accessibili tutti quei concetti che spesso sono inaccessibili per la loro caratteristica astrattezza, e lo fa attraverso un linguaggio semplice seppure tecnico. Le immagini accompagnano le parole dello speaker e si organizzano nella mente di chi osserva come tante piccole tessere che man mano si giustappongono per comporre quel puzzle in cui la nostra realtà di fruitori del web trova la risposta al proprio “come è possibile?”.

Credo che da ora in poi non potrò più fare a meno di digitare sulla barra URL i caratteri www senza tradurli mentalmente in “World Wide Web”.

lunedì 25 giugno 2012